14 ottobre 2011

21 marzo 2011

Quaresima

Ragazzi, i prossimi appuntamenti!

 Martedì 29 marzo, 5 aprile e 12 aprile,
 ore 21 in S. Rocco,
 Lectio divina e adorazione

 intervengono i don giovani della zona

don Gabriele Barbieri (Bozzolo) rifletterà sulla figura di Zaccheo
don Davide Pezzali (Salina) sul Giovane Ricco
e il nostro don Matteo Alberti su Maria Maddalena.


 Domenica 3aprile, il ritiro:
ore 11.30 messa in S. Maria,
poi il pranzo in oratorio e un momento di riflessione-condivisione.






06 marzo 2011

Un nuovo paio d'occhiali


Esistono occhiali "miracolosi" come questi?
 Beh, ad esempio... la lettura e meditazione quotidiana del Vangelo potrebbe renderci consueta una visione diversa, più profonda, del mondo. Oppure la pratica quotidiana della carità... la partecipazione alla vita di un gruppo che vuole crescere umanamente, oltre che divertirsi insieme... la scelta di rifiutare il consumismo delle cose e dei sentimenti...

20 febbraio 2011

I nostri modelli - 7

 LA PARABOLA DEL PADRE MISERICORDIOSO

 «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. 

 Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava.

  Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”.

 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò.  E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa.

  Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: “E’ tornato tuo fratello, e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso”.
 Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».  
(Luca 15, 11-32)